Thursday, October 8, 2015

La rinnovata rivalità politica fra Iran e Turchia nel Medio Oriente in divenire

(commento già apparso sul sito dell'OPI - Osservatorio di politica internazionale e disponibile al seguente link: http://www.bloglobal.net/2015/10/la-rinnovata-rivalita-politica-fra-iran-e-turchia-nel-medio-oriente-divenire.html)

Rivalità sul piano ideologico-politico e cooperazione nel settore energetico sono stati due fra i principali tratti caratterizzanti delle relazioni fra Iran e Turchia, almeno nell’ultimo trentennio. Ad un Iran proteso verso quelle aree del Medio Oriente abitate per lo più da popolazioni aderenti alla variante sciita della religione islamica si è contrapposta una Turchia più incline a mantenere l’alleanza storica con la Nato senza per questo recidere i rapporti con i gruppi sunniti e le minoranze turcofone della regione. Con l’avvento al potere ad Ankara del gruppo politico filo-islamico dell’AK Parti agli inizi dello scorso decennio, una visione geopolitica neo-ottomana (che puntava a stringere maggiormente i legami con il mondo islamico) ha informato la nuova strategia turca in Medio Oriente, inasprendo, sempre dal punto di vista ideologico-politico, quelle differenze con Tehran tuttora presenti. Il teatro iracheno è stato l’emblema della competizione geopolitica fra le due potenze regionali fin dalla guerra del 2003.

Saturday, October 3, 2015

L’accordo sul nucleare iraniano: quali effetti sulla politica estera russa?

(riflessione già pubblicata su Bloglobal.net il 12 maggio e disponibile al link: http://www.bloglobal.net/2015/05/laccordo-sul-nucleare-iraniano-quali-effetti-sulla-politica-estera-russa.html)

Con il raggiungimento di una prima intesa al termine dei colloqui tenutisi a Losanna fra il 26 marzo e il 2 aprile pare che finalmente il lento cammino verso la soluzione dell’annosa questione del nucleare iraniano possa giungere a compimento. Il 24 aprile a Vienna ha avuto luogo un ulteriore incontro che ha definito la cornice politica entro cui stabilire l’accordo legale, per il quale occorrerà attendere l’ulteriore step del prossimo 30 giugno. Niente ancora è certo e lo sviluppo degli eventi negli ultimi anni legati alla vicenda dovrebbero indurre a mantenere estrema prudenza nel formulare scenari. Tuttavia, le conseguenze di un tale «storico» avvenimento vengono salutate con favore da tutti coloro – analisti e policy-maker – che preconizzano o semplicemente sperano di vedere un rilassamento delle relazioni bilaterali fra Iran e Stati Uniti (più in generale, della comunità internazionale), dopo oltre 35 anni di gelo seguite alla Rivoluzione iraniana. Un ammorbidimento dei rapporti che dovrebbe portare ad includere Tehran fra i grandi paesi del medio Oriente con cui, una volta ristabilite buone relazioni diplomatiche fondate sulla reciproca fiducia, sarà possibile trovare soluzione agli altri gravi problemi che incendiano la regione: dal conflitto israelo-palestinese al problema del terrorismo, dalle questioni energetiche all’espansione del califfato targato ISIS. Ma quale ruolo potrà giocare la Russia in questa partita e di quali benefici potrà godere? Quali scenari dobbiamo comunque attenderci da un’eventuale buona riuscita dell’accordo? Rischia di vedere aumentato l’isolamento di cui soffre oppure ci sono spazi per guadagni comuni? La risposta dipende da una serie di elementi il cui peso inciderà innanzitutto sui rapporti fra Mosca e l’Occidente.