Thursday, March 15, 2012

La politica iraniana tra elezioni parlamentari e prospettive future


Il risultato delle elezioni parlamentari iraniane del 2 marzo non ha tradito le attese. Il blocco che fa capo alla Guida della Rivoluzione Ali Khamenei ha ottenuto una facile vittoria sbaragliando la concorrenza, come al solito resa monca ex-ante dal setaccio usato dal Consiglio dei Guardiani. Quest’organo, i cui membri sono designati per metà dalla medesima Guida e per l’altra metà dal vertice del potere giudiziario, ha infatti il potere di sindacare l’ammissibilità dei candidati che si presentano alle elezioni: se questi non sono graditi al regime, vengono esclusi dalla competizione elettorale.
In verità, lo scontro si presentava già limitato, semplificando, a due soli gruppi: il blocco dei conservatori tradizionalisti legati a Khamenei e la fazione del Presidente Ahmadinejad. Una partita che, quindi, ha rispecchiato gli equilibri interni al panorama politico della Repubblica islamica così come si sono andati strutturando negli ultimi tre anni. Dalla competizione, si trovavano sostanzialmente fuori i riformisti, già pesantemente emarginati dalla vita politica del paese in seguito alle contestatissime elezioni presidenziali dell’estate 2009.